Chirurgia di base in Sud Sudan
Progetto che gode di un contributo dei Rotary Club Torino Stupinigi e Chieri 


Relazione di aggiornamento sul Programma Chirurgia Remota in Sud Sudan

Premessa

Il CCM sta conducendo un programma pluriennale di "Chirurgia Essenziale o Primaria in aree remote in Sud Sudan", con il contributo del Rotary di Chieri e di Torino Stupinigi.

Il Programma ha due obiettivi principali:

- offrire cure chirurgiche di base a vaste popolazioni che ne sono prive da sempre - e formare il personale sanitario operante presso strutture sanitarie periferiche in tecniche chirurgiche "salvavita" relativamente semplici.

Il Programma consiste nello svolgimento di stage chirurgici di tre settimane in sedi remote, durante i quali sono eseguite campagne di chirurgia di massa su pazienti precedentemente selezionati.

Il programma di chirurgia Remota in Sud Sudan è coordinato dal Coordinatore Medico Dottor Giorgio Cometto, anch'egli torinese, che opera in Sud Sudan e Kenya per il CCM dall'agosto 2002.

Il seguente è un aggiornamento sull'attività  svolta e in svolgimento nel secondo semestre 2003.


1. Relazione Missione Chirurgica Turalei, North Bahr El Ghazal, Sud Sudan (18.07.03-01.08.03)

Questa è stata la prima missione in una sede "nuova", cioè presso una struttura mai utilizzata per attività  chirurgica. La "missione" ha subito una serie di conseguenze dovute alla inesperienza degli organizzatori locali e al difetto di comunicazioni. Si è trattato di sperimentare e affrontare difficoltà  esattamente previste, che rappresentano la "sfida" del programma. Per contro ha confermato il razionale del programma e la sua fattibilità , seppure ardua e difficile.

La struttura

A causa della mancata disponibilità  della clinica prefabbricata che avrebbe dovuto ospitare la missione, ma che è risultata ancora lontana dall'essere completata, il lavoro chirurgico è stato svolto presso la residenza, tuttora in costruzione, dei Padri della Missione. Si sono utilizzati tre ambienti, uno come sala operatoria, gli altri due come ambulatorio e come corsia di ricovero. Questa  purtroppo disponeva di soltanto tre letti. La struttura adottata si è dimostrata relativamente adeguata, ma ha costretto a dimettere i pazienti operati in giornata, ovvero a ridurre il ricovero per osservazione e assistenza postoperatoria a un giorno soltanto o due, tranne il caso di deiscenza  anastomotica dopo resezione intestinale per ernia strozzata, che è stato operato il giorno del nostro arrivo, è stato poi ricoverato per tutto il periodo della nostra permanenza, infine, alla nostra partenza da Turalei, accompagnato per via aerea all'ospedale di Rumbek.


Strumentario e farmaci


Il molto e complesso materiale portato, strumentario, farmaci e arredo si è rivelato in linea di massima adeguato e di buona qualità , ma mancante di alcuni articoli. risultati importanti alla prova dei fatti. La prima "missione" in ogni sede "nuova" dovrà  comprendere:

1. pallone di Ambu (ricevuto dall'ospedale di Rumbek il giorno successivo).

2. maggiori quantità  di fili di suture per ernia e parete addominale,

3. alcuni strumenti chirurgici quali: sonda uterina, curette uterina piccola, pinza da collo uterino, pinze anatomiche,

4. alcuni farmaci quali: diazepam fiale, flagyl fiale, bicarbonato fiale,

5. termometro per la temperatura corporea,

6. grembiali impermeabili e calzature da sala operatoria,

7. spazzole per lavaggio delle mani,

8. detergente per pavimenti.

Inoltre l'aspiratore a pedale è risultato piccolo e inadeguato, il lettino operatorio non aveva possibilità  di fissare i cosciali per la posizione ginecologica (si è utilizzato il tavolo operatorio di buona qualità  disponibile localmente), la lampada frontale era insufficiente. Non disponendo di generatore di corrente, si è utilizzato una torcia a pile.


Il personale


Il personale impiegato è stato il seguente:

a. Personale Locale:

- una infermiera qualificata espatriata, referente del progetto a Turalei, che ci ha assistito in modo essenziale durante tutto il programma,

- un infermiere distaccato dall'ONG Irlandese Goal, , già  esperto di attività  chirurgica svolta presso altra ONG, la Norwegian People Aid,

- un infermiere non qualificato, volontario, giovane studente di liceo, che si è dimostrato molto diligente e capace,

- una infermiera non qualificata, volontaria, che frequenterà  dai prossimi mesi la scuola per infermieri di Yei.

b. Il team mobile era composto, oltre che dal sottoscritto chirurgo Dr G Meo,:

- dal tecnico di anestesia Keniota T. Malingi, già  impiegato da anni dal CCM in Sudan,

- da una strumentista, entrambi dipendenti dell'ospedale di riferimento nazionale keniano Kenyatta National Hospital. Entrambi hanno lavorato con grande impegno dimostrando sicure capacità  professionali e spirito di adattamento.


Il lavoro chirurgico

A Turalei nell'ambito derl programma in corso sono stati eseguiti 32 interventi in questa prima missione chirurgica di cui si riferisce (riportati nella tabella allegata) e 8 interventi durante una missione di valutazione precedente, di una settimana (gennaio 2003).  Di questo totale di 40 interventi, 5 (pari al 12 %) sono state operazioni di chirurgia di urgenza per condizioni potenzialmente letali:

- due interventi per ernia strozzata,

- un intervento per appendicite acuta,

- un taglio cesareo per procidenza vaginale di arto superiore,

- una rilaparatomia per deiscenza anastomotica.

Il dato conferma la diffusione di patologia chirurgica grave e responsabile di una importante componente (stimata intorno al 10-20 %) della alta mortalità  da malattia, che è comune a tutta l'Africa rurale sub-Sahariana.

E' ribadita l'osservazione, vecchia di molti anni ma sfortunatamente sempre valida, che in ogni benchè minimo villaggio sud Sudanese si verificano ogni  settimana uno due casi chirurgici gravi, destinati a rapida evoluzione fatale se non trattati.


L'attività  di formazione

La formazione del personale locale è stata concentrata sull'assistenza al paziente operato grave, alla rilevazione dei segni vitali, alla sterilizzazione con autoclave, alla pulizia e preparazione del paziente, della sala operatoria e dello strumentario, alla incannulazione delle vene periferiche e altre procedure di base.

Il personale ha dimostrato molto interesse e attitudini al lavoro chirurgico e ha presentato domanda di assunzione. Soprattutto ha dimostrato di apprendere rapidamente e di sapere tradurre in pratica senza difficoltà  le operazioni suddette.


Le autorità  locali

Le autorità  politiche e amministrative locali hanno più volte espresso il loro compiacimento e gratitudine per il lavoro svolto. In particolare il Commissioner della Contea Twic, di cui Turalei è la capitale, ha visitato il team al lavoro e ha enfaticamente raffrontato il suo impegno a quello dei combattewnti di una seconda guerra, contro la malattia, che non è meno letale della guerra civile che insanguina il Paese da decenni.


Le ONG operanti nella zona

Sono presenti due ONG nella Twic County.

L'ONG Irlandese Goal opera in campo sanitario con programmi di Primary Health Care sia in Turalei che in Wum Rock, distante 45 m di auto.

L'ONG ADRA, espressione della Chiesa Avventista, è presente a Mayen Abum, un'ora di auto da Turalei, con attività  territoriale nel campo dell'agricoltura.

Entrambe hanno dato pieno appoggio all'iniziativa.

Goal ha distaccato due infermieri. Uno di questi, come detto, che già  aveva avuto una limitata esperienza di assistenza chirurgica, ha partecipato attivamente a tutto il lavoro.


Conclusioni


La missione chirurgica a Turalei e la missione precedente di valutazione hanno confermato la necessità  di offrire cure chirurgiche alle popolazioni rurali del Sud Sudan, la fattibilità  concreta del programma, nonostante le previste difficoltà , e la presenza sul campo di personale locale interessato e capace di apprendere la chirurgia di base.

Le difficoltà  incontrate  sono state di due ordini:

- difetto di comunicazione relativa allo stato avanzamento lavori di allestimento della clinica prefabbricata,

- necessità  di stretto controllo del materiale e dell'equipaggiamento del team chirurgico acquistati.

In base alla esperienza acquisita, le difficoltà  suddette saranno emendabili facilmente nelle prossime missioni, durante le quali il lavoro assistenziale e di formazione avrà  un maggiore livello qualitativo e quantitativo.



2. Altre "missioni" in corso

Un'altra missione chirurgica è in atto dal giorno 7 settembre presso una sede nuova, Gordhin, in Northern Bahr El Ghazal. E' condotta dalla chirurga dottoressa Maria Palmas, che ha partecipato in questi anni a molte missioni in Sud Sudan e che ha ormai maturato una lunga esperienza in tema di attività  chirurgica nelle condizioni più svantaggiate.

Una terza missione è programmata per l'ultima settimana di ottobre e le prime due di novembre. Sarà  svolta da personale operante che presta servizio in Ospedali di Torino, i chirurghi Dario Andreone e Stefano Enrico e da una infermiera di sala operatoria. La sede sarà  nuovamente una struttura nuova, Pochalla, Upper Nile.

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